Appena fa giorno salti dal letto. Vesti in fretta e furia il tuo bambino insonnolito. E ti spicci ad accompagnarlo all'asilo. E vedi un altro omino identico a te accompagnare un bambino identico al tuo a un identico asilo. Afferrata la reticella per la spesa, corri al negozio. Ti metti in fila. E accanto ti vedi quell'omino. [...]
A fatica t'infili in un vagone del metrò. E accanto a te s'intrufola lo stesso omino. Ti pesta un piede. Tu riesci a raggiungere il posto libero al quale lui puntava, col diritto di chi arriva primo. Raggiungi il tuo ufficio di corsa. Timbri il cartellino. E accanto a te lo stesso omino timbra il suo. E siede alla scrivania vicino a te. E come te fa frusciare tutte quelle carte, di cui nessuno ha bisogno.
Va con te a una riunione. Poi a un'altra. A una terza. Insieme a te sbuffa dalla noia. Attende con impazienza la fine altrettanto assurda che il resto. Vota a favore, insieme a te. Con te approva. Insieme a te vota contro. Con te condanna. Insieme... Insieme... Insieme...
Tu sai tutto di lui. Sai come sono il suo armadio e la scrivania. Com'è il divano. Come funziona il suo gabinetto. Che voltaggio c'è a casa sua. A che scuola vanno i suoi figli.
Tu non sai nulla di lui. Non sai che nella sua minuscola testolina ogni giorno e ogni ora nasce un libro piccolo piccolo. Che non sarà mai scritto. Che mai nessuno leggerà. In cui non accade nulla. Contiene solo piccoli pensieri. Tristi pensieri. Pensieri che non servono a nulla.
L'omino pensa alla sua misera vita. E questa vita è il suo importante, unico libro. E ultimo.
Questo omino è Nessuno. Non è altri che il tuo insignificante collega.
Questo omino è Tutti. Egli è padrone assoluto della tua sorte.
Quell'omino sei tu stesso.”
Cime abissali, Aleksandr Zinov'ev
Edito Adelphi
Costo 19€
Nella narrazione abissale della città di Ibania, creata da Zinov'ev, la ricostruzione si basa sulla riunione di pezzi smembrati e di spazzatura provenienti dall'alto, mancanti di integrità e senso. Piccoli paragrafi corrosi si succedono privi di ordine o continuità. L'iniziale senso di smarrimento perdura per l'intera durata della lettura. Potremmo, effettivamente, arrivare ad abituarci alla confusione ed unirci allo strano ‘giro-giro-tondo’ compiuto dai molteplici personaggi del racconto: l'Imbrattatele, lo Strillone, il Deviazionista, il Pensatore, il Dirigente, lo Schizofrenico, il Calunniatore, il Pretendente, il Pittore, lo Spione, il Chiacchierone, il Critico ecc. Ognuno, con le sue peculiarità, aggiunge un tassello deforme alla critica di Zinov'ev nei confronti dell'URSS.
Eppure, l'aria condivisa delle latrine potrebbe rivelarsi satura di spirito critico, innescando una reazione a catena tale da portarci ad assumere le sembianze de il Filosofo (o di una brillante colonia di topini).